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Il Cloud per server SQL – Non se ma quando: il Cloud sta diventando uno degli standard per i server SQL?

Standard Cloud per server SQL

Il Cloud per server SQL

Molti di noi utilizzano personalmente le potenzialità del Cloud ogni giorno ma senza pensarci troppo.

Sapete, tutti quegli update sul vostro status e le foto della vostra colazione che condividete con i vostri amici? La magia del Cloud sta dietro a tutto questo. Senza di lui, nessuno saprebbe che il cappuccino  che avete bevuto a colazione era “Così buono. #cappuccino”

Ma la reazione delle persone cambia  quando il focus si sposta sulle imprese che utilizzano lo stesso Cloud per archiviare i dati aziendali.

Ecco allora che si crea dello scetticismo.

Non possiamo farlo! Come potremmo sapere dove sono davvero i nostri dati? Dobbiamo avere il controllo della situazione! Se non riesco a vedere le spie lampeggiare sul server, come posso sapere se i nostri dati sono davvero al sicuro?

C’è da aspettarsi questi dubbi.

C’è sempre un po’ di esitazione quando sembra che le cose siano fuori dal nostro controllo o quando non abbiamo una certa familiarità con le cose nuove. E di conseguenza, capire e accettare queste novità potrebbe portare a notevoli cambiamenti. Ad esempio, abbiamo recentemente condotto un sondaggio tra più di 300 DBA e abbiamo scoperto che circa il 75% delle aziende sta effettuando la virtualizzazione degli ambienti server SQL. Solo sei anni fa, quella percentuale sarebbe stata compresa tra il 40% e il 50%. In pratica stiamo assistendo a una sorta di follia virtuale.

Ora, torniamo al Cloud.

Non possiamo fare un paragone preciso tra lo storage in Cloud e la virtualizzazione, ma possiamo dare un’occhiata al trend attuale. Abbiamo chiesto sempre ai 300 DBA come le loro aziende stiano archiviando i dati su server SQL. Il 77% circa gestisce tutto on site e il 21% sta utilizzando alcune configurazioni Cloud, mentre meno del 3% ha effettuato una migrazione completa al Cloud. Nuova tecnologia, nuovi rischi, basso consenso,etc… questo è lo scenario. Quando pensiamo ai dati aziendali sul Cloud, pensiamo a quello spazio pauroso e imprevedibile dove i dati fluttuano e possono essere facilmente accessibili. Si, ma non è questa la vera realtà.

La vostra azienda sta utilizzando Salesforce per il CRM?

O forse ADP per la gestione degli stipendi?

Attenzione, queste soluzioni utilizzano il Cloud come hosting delle informazioni sensibili che probabilmente utilizzate tutti i giorni. E ci sono buone probabilità che non abbiate problemi con queste applicazioni senza sapere come realmente funzionano. Dopo tutto non fa così paura vero?

Come per la virtualizzazione, le aziende inizieranno gradualmente a spostare i loro sistemi sul Cloud poiché i costi sono in discesa mentre i miglioramenti in termini di  funzionalità e di aspetti legati alla sicurezza sono in crescita. Microsoft, infatti, sta già rendendo questo processo più semplice grazie al suo Azure SQL Database. Questo servizio consente alle aziende di gestire con flessibilità l’amministrazione IT, l’hardware, i server e così via, elementi tipicamente associati con l’installazione di un ambiente SQL server seguendo una modalità che soddisfa i loro requisiti e le loro necessità.

Inoltre Microsoft sta continuando a investire in sicurezza con Azure Key Vault per aiutare i clienti a gestire e a proteggere le informazioni sensibili nel Cloud in maniera semplice.

Parliamoci chiaro. Non tutti i dati sono creati allo stesso modo. Per le informazioni che necessitano di specifici requisiti di sicurezza, specialmente nei settori salute e finanza, il Cloud non rappresenta ancora una scelta. I dati in questo caso vengono gestiti on site. Ma se non vi sono particolari rischi e preoccupazioni sulla sicurezza, il Cloud verrà accettato più volentieri. Le aziende devono valutare quando è più indicato mantenere i dati on site o muoverli nella Nuvola. Presto il Cloud sarà lo standard.

Ma non preoccupatevi, tu e i tuoi amici potrete continuare a postare le foto della colazione!

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