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Sicurezza informatica per le PMI: perché è così importante

Sicurezza informatica

È essenziale, ora più che mai, che le PMI comincino ad approcciarsi in modo pro-attivo ai concetti base della sicurezza informatica. Essenziale per proteggere i dati dei clienti e dei fornitori che, tra l’altro, rappresentano un patrimonio di valore incalcolabile per l’azienda.

In un’epoca in cui l’Internet delle cose è sempre meno un’ipotesi e sempre più una realtà, in cui gli strumenti e i dispositivi connessi sono sempre più numerosi e offrono vantaggi enormi alle realtà industriali, il concetto di sicurezza informatica deve essere sempre più chiaro alle PMI.
Perché? Perché rappresenta uno dei punti deboli proprio dell’Internet of Things.

Ecco dunque una breve guida sull’argomento. Questa aiuterà le piccole e medie imprese a proteggere al meglio il loro patrimonio di dati evitando gli attacchi hacker.
Un approccio proattivo all’IoT deve infatti tenere il passo con un aggiornamento continuo anche in termini di cyber security. Questo poiché entrambi questi strumenti vanno considerati essenziali per qualunque attività del nuovo millennio.

Prima di tutto, vale la pena menzionare che a partire dal maggio 2018 entrerà ufficialmente in vigore il Nuovo Regolamento Europeo in materia di Privacy, e che le nuove disposizioni coinvolgeranno a diversi livelli tutte le aziende che operano in Europa.
Sia le grandi realtà che le PMI dovranno dunque adottare tutte le norme per proteggersi dal rischio di attacchi informatici, sia esterni che interni.

Nel caso di attacchi informatici esterni, le PMI dovranno difendersi essenzialmente con l’ausilio di antivirus costantemente aggiornati e con specifiche soluzioni di sicurezza suggerite da appositi consulenti, interni o esterni all’azienda.
Nel caso di attacchi informatici interni, invece, l’obiettivo da raggiungere è quello della massima educazione informatica di tutti i dipendenti.
Il rischio delle PMI è infatti quello di non essere in grado di riconoscere le azioni o i contenuti che potrebbero rivelarsi dannosi per l’azienda.

Un esempio è rappresentato dai ransomware, sempre più diffusi e sempre più pericolosi. Questi sono malware che infettano i computer bloccandone i dati oppure crittografandoli, in modo che non siano più fruibili da parte dell’azienda. Gli hacker richiedono poi il pagamento di un riscatto per rendere nuovamente leggibili i file.

Allo stesso modo, è essenziale che i dipendenti delle PMI siano in grado di distinguere chiaramente le email di phishing. Queste vengono di solito utilizzate per appropriarsi indebitamente di informazioni importanti relative alla società.

Il backup è uno dei primi strumenti di protezione dati sui quali le PMI dovrebbero investire. Backup regolari permetteranno infatti di mantenere costantemente a portata di mano quantomeno i dati essenziali dell’impresa. Dovrà poi essere implementata una mappa dei dati in possesso della PMI, relativa ossia ai dettagli su clienti e fornitori nonché sui processi lavorativi e sul know-how della società.
Questi strumenti chiave, assieme a strategie formulate ad hoc con l’ausilio di consulenti o imprese specializzate, traghetteranno le PMI verso un IoT decisamente più sicuro e, di conseguenza, più utile.

 

Immagine tratta da www.flickr.com: Security, autore GotCredit , licenza CC BY 2.0

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