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Un nuovo studio di Kroll Ontrack rivela: quasi il 40% delle aziende non effettua regolarmente delle verifiche al proprio piano di disaster recovery

Piano di disaster recovery_ i risultati dello studio condotto da Kroll Ontrack

In un nuovo studio condotto su un campione di 195 amministratori di sistema e responsabili aziendali in Germania e Regno Unito il 38% degli intervistati ha dichiarato che all’interno della propria impresa è stato implementato un piano di disaster recovery che viene testato con regolarità. Di questo 38%, il 9% delle aziende effettua verifiche ogni 1/5 mesi e un altro 29% una volta ogni 6/12 mesi. La maggior parte degli intervistati ha però affermato che nelle loro aziende il test sul piano di disaster recovery viene effettuato o una sola volta all’anno o nemmeno una volta nell’arco di 12 mesi.

É positivo che la maggior parte delle aziende non abbia avuto necessità di utilizzare il piano di disaster recovery negli ultimi 3 anni: più della metà non ha subito alcun disastro ma più di un terzo ha dovuto invece metterlo in pratica.

La maggior parte di queste aziende ha dovuto utilizzare le misure previste dal piano solo tra 1 e  5 volte ma un incredibile 1% complessivo di aziende tra  Germania e  Regno Unito ha dovuto ricorrere al piano più di 10 volte negli ultimi 3 anni.

Questo risultato mette in evidenza come alcune aziende abbiano ancora molte difficoltà nel dipartimento IT nell’affrontare le problematiche legate alla sicurezza dei dati, alla loro perdita e al loro recupero e come tali organizzazioni potrebbero trovarsi davanti a seri problemi senza un efficace piano di business continuity.

Tra tutti coloro che hanno risposto alla domanda sulla presenza o meno di un piano di disaster recovery, solo il 18% si è detto assolutamente certo che questo sia presente in azienda mentre il 15% ha affermato che non sono state ancora implementate questo genere di misure di sicurezza IT e più di due terzi (66,6%)  non ne è a conoscenza.

Questo è un risultato negativo dato che i partecipanti alla ricerca sono stati intervistati durante due eventi che ponevano molta attenzione al tema della sicurezza IT negli ambienti enterprise.

Un altro fatto sorprendente rivelato da questo studio è  che nonostante al giorno d’oggi molti dei dipendenti utilizzino dispositivi mobile aziendali, questi supporti non sono stati inclusi nei piani di disaster recovery: il 48 %  – quasi la metà – di coloro che hanno partecipato allo studio ha infatti dichiarato che i loro piani non coprono i dispositivi mobile utilizzati dai propri dipendenti per accedere ai sistemi corporate.

I risultati di questo nuovo sondaggio condotto da Kroll Ontrack mostrano chiaramente come  in molte aziende manchi un piano di disaster recovery ben elaborato, testato con una certa frequenza e che risulti infallibile nel momento in cui l’azienda dovesse realmente trovarsi in una situazione di emergenza nella quale è necessario gestire un guasto al sistema e una possibile perdita di dati.

Inoltre, anche nel caso in cui le aziende abbiano implementato piani di disaster recovery questi non vengono testati ancora a sufficienza e il loro contenuto non è  solitamente chiaro alle persone designate a metterlo in atto in caso di pericolo.

Se si considera che un recente studio condotto da IDC all’inizio del 2015 ha mostrato come le aziende che rientrano nella classifica Fortune 1000 sostengano in media una spesa di 100.000 $ per ora nel caso si verifichi un guasto alle infrastrutture e una spesa aggiuntiva che varia da 500.000 $ fino a 1 milione di dollari nel caso di un grave problema applicativo, appare alquanto ovvio che il piano di disaster recovery debba essere testato il più spesso possibile.

Sebbene i costi  per una piccola media impresa potrebbero non essere così alti quanto quelli delle aziende che rientrano nella lista Fortune 1000, si potrebbe comunque trattare di un’ingente quantità di denaro che potrebbe mettere a rischio l’esistenza stessa di queste piccole realtà.

Secondo gli esperti di Kroll Ontrack, quindi, avere un piano di disaster recovery all’interno della propria azienda, testato con regolarità, è una scelta vincente che permette di non perdere tempo nel momento in cui è necessario mettere in pratica le misure previste dal piano stesso.

Fonte immagine:  I-vista/pixelio.de

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