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Persi nel Cloud

Perdita dati nel cloud

Ogni giorno la maggior parte di noi utenti si affida al cloud per lo storage, il caricamento e il ripristino di diverse tipologie di dati – file di lavoro, musica, immagini, video, app e così via. Si tratta di un servizio comprovato e affidabile con cui ci siamo abituati a lavorare – e che spesso diamo per scontato.

Abbiamo già parlato dei pro e dei contro del cloud computing – affidabilità, convenienza e accessibilità– ma vi siete mai chiesti in quale modo pur con diversi livelli di protezione e di policy i dati possono andare  persi anche nel cloud?

Errore umano

Uno dei motivi  più comuni che porta alla perdita dei dati a cui assistiamo nei nostri interventi di recupero è proprio l’errore umano. Alla fine del 2015 la piattaforma cloud di Google Compute Engine, la componente che gestisce i servizi  come quello di ricerca, di Gmail e Youtube ha subito un arresto nei  Paesi  europei di circa 70 minuti, con una diminuzione del 13% di traffico  nelle regioni interessate. Il motivo?Un team di ingegneri ha attivato manualmente un peering advertisement link, evitando i controlli automatici di validazione. Più recentemente  un’azienda di web hosting  del Regno Unito, la 123-reg ha attivato uno script che ha accidentalmente cancellato 67 server virtuali rendendo alcuni siti dei clienti inutilizzabili…Ooops!

Violazione dei dati.

Le violazioni di dati non riguardano unicamente  il cloud computing. I provider di servizi cloud gestiscono ingenti volumi di dati che li rende un bersaglio invitante per gli hacker. Uno studio del 2016 condotto da Network World ha evidenziato che la sicurezza è una delle sfide maggiori che un’azienda deve affrontare nell’implementazione di tecnologie cloud. I provider oggi effettuano la crittografia dei dati in transito e “a riposo” ma non tutti gli attacchi possono essere evitati.

Inoltre con un numero sempre maggiore di aziende che adottano policy di  BYOD ,i dipendenti hanno ora accesso alle applicazioni cloud in qualunque luogo rendendo quindi difficile per i dipartimenti IT controllare dove e come i dipendenti si connettono a queste applicazioni.

Interruzione dell’attività del server

La disponibilità del cloud è migliorata drasticamente negli ultimi anni ma i periodi di fermo sono inevitabili. L’anno scorso uno dei più grandi e vecchi database NoSQL  di Amazon ha subito un’interruzione di attività che è durata diverse ore impattando sui clienti AWS oltre ad altre aziende come Netflix, IMDb e Reddit per citarne alcune. È stato calcolato che periodi prolungati di inattività possono costare ad Amazon sino a 1100 $ al secondo.

I casi di perdita di dati descritti sopra sembrano essere inevitabili ma cosa possono fare le aziende e i singoli individui per meglio proteggere se stessi e i propri interessi da situazioni che sono fuori dal loro controllo?

Autenticazione

Questo potrebbe sembrare uno dei più semplici ed ovvi compiti da portare a termine, ma è fondamentale. Assicuratevi di proteggere i vostri account con password sicure (e ormai dovreste saperlo, non utilizzate la stessa password per diversi provider!). Alcuni provider inoltre  offrono servizi di doppia autenticazione. Nel caso in cui vi venga proposto questo ulteriore servizio, utilizzatelo. Se qualcuno dovesse cercare di accedere al vostro account, infatti, ne ricevereste pronta notifica.

Ridondanza

In base al valore che attribuite ai vostri dati  potete decidere di memorizzarli su più data center attraverso un singolo provider di servizi cloud (opzione che alcuni provider attuano automaticamente) oppure  di ricorrere a diversi provider.

Duplicando o persino triplicando i vostri dati avrete la sicurezza di avere a disposizione almeno una possibilità di recupero in caso di interruzione del servizio. In caso di dati particolarmente importati o sensibili potreste volerli memorizzare e gestire localmente. Utilizzando una soluzione cloud ibrida trarreste vantaggio dal “meglio di entrambe le soluzioni”: questo approccio vi permetterebbe di gestire i costi spostando in cloud solo determinati dati e conservando quelli privati localmente.

Negli ultimi anni i provider hanno migliorato i livelli di protezione e disponibilità dei servizi ma nessuno di loro può dirsi completamente sicuro da malfunzionamenti o da problemi di fermo macchina.

Ecco perché è indispensabile agire in maniera scrupolosa lavorando con  un provider di cui vi fidate e adottando le misure necessarie di protezione dei dati in caso di perdita.

La cosa migliore è avere un piano d’azione anche per l’evento più imprevisto.  

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