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220 terabyte in un solo tape: IBM e Fujifilm reinventano il nastro magnetico

Nastro magnetico IBM

Sono passati solo pochi mesi da quando Sony ha annunciato che i suoi ricercatori sono riusciti ad archiviare 185 Terabyte su un nastro magnetico in laboratorio.

IBM e Fujifilm hanno annunciato ora di essere riusciti a salvare 220 terabyte di dati su un nuovo prototipo di nastro. Questo dimostra che la tecnologia di storage su nastro non ha affatto raggiunto il suo limite. A giudicare dal periodo di tempo necessario affinché, da semplice prototipo di laboratorio, il prodotto diventi disponibile sul mercato, si può presumere che questi nuovi nastri saranno disponibili per la vendita tra meno di dieci anni.

Alla presentazione del nuovo record di storage su nastro magnetico, IBM e la sua controllata Fujifilm Recording Media (FRM) hanno annunciato di voler salvare l’intero genoma umano di 220 persone in una sola cartuccia. La capacità corrisponde a 88 volte l’attuale capacità del più avanzato tape LTO – LTO6 – oggi sul mercato, per un totale di 220 terabyte.

La pubblicazione di questi risultati avviene in un momento in cui la quantità di dati è in costante crescita e la tendenza verso la completa “dematerializzazione dei dati”, attraverso lo storage in Cloud e la virtualizzazione sarà ancora più forte nei prossimi anni. La possibilità di aumentare la capacità di archiviazione a lungo termine dei dati su nastri magnetici pone utenti e produttori in trepidante attesa.

Record di storage su nastro: come hanno fatto IBM e Fujifilm?

In pratica, le testine magnetiche hanno subito una riduzione in termini di dimensioni di un fattore 11 a partire dal 2006.

A quel tempo, le testine utilizzavano una traccia larga 1,5 micron e si potevano leggere e scrivere fino a 8 terabyte di dati. Il nuovo prototipo, invece, ha bisogno soltanto di 0,14 micron o 140 nanometri per svolgere la stessa attività.

Ma questo non è l’unico motivo del successo.

La densità di bit per pollice doveva essere anch’essa aumentata. Questo valore è passato da 400.000 a 680.000 bit / pollici (123 miliardi di bit per pollice quadrato): un aumento di 1,7 volte. Oggi, con la stessa lunghezza di un nastro attuale si possono dunque memorizzare 170 terabyte di dati. Tuttavia, poiché al contempo è stata modificata anche lo spessore della banda da 6,1 micron a 4,3 micron, la lunghezza totale del nastro potrebbe essere aumentata da 890 metri a 1255 metri.

Quindi, se considerate la nuova lunghezza del nastro e calcolate la capacità arriverete a circa 210 terabyte, poco di meno rispetto a quanto presentato da IBM e Fujifilm. Una o più delle dichiarazioni fatte dai produttori ha quindi un margine di errore di circa il 5%.

Il futuro della tecnologia su tape

Anche se la capacità di un LTO Ultrium 6 2.5 TB è cento volte più piccola del prototipo appena annunciato, l’implementazione della nuova tecnologia per quest’ultimo nastro LTO mostra l’enorme sforzo e le imponenti risorse necessarie per le attività di ricerca e sviluppo che porteranno alla produzione del nastro.

I successi raggiunti sono un indicatore delle possibilità future che la tecnologia su tape può ancora offrire.

Se pensate a quali altre innovazioni in termini di miniaturizzazione e precisione meccanica ci attendono, si può immaginare che in futuro verranno realizzate strisce magnetiche con uno spessore ridotto di un ulteriore micrometro. In questo modo potremo avere nastri lunghi fino a 1900 metri e in grado di memorizzare ulteriori 100 terabyte, solo grazie alla riduzione dello spessore.

Per vedere la presentazione di questo nuovo prototipo sviluppato da IBM e Fujifilm cliccate qui.

Fonte immagine: Screenshot del video IBM/Fujifilm-Youtube

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