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Migrare ad un nuovo sistema operativo desktop: rischi e opportunità

Windows 10

Ieri 29 luglio Microsoft ha rilasciato il nuovo Windows 10 evoluzione di Windows 8 e come sempre avviene quando viene rilasciato un nuovo sistema operativo in molti inizieranno a domandarsi se passare al nuovo OS oppure no.

Una particolarità legata a Windows 10 è che viene distribuito da Microsoft per la prima volta come aggiornamento gratuito, per un anno dalla data di lancio, su tutti i computer con Windows 7 o Windows 8. Si stima che Window 10 sarà scaricato su circa il 70% dei computer attivi, di fatto una migrazione potenziale di proporzioni enormi.

Migrare ad un nuovo sistema operativo non è un’attività priva di rischi. A livello aziendale la decisione dovrebbe essere subordinata all’analisi di diversi fattori al fine di evitare di trasformare un aggiornamento dei sistemi in un blocco dell’operatività aziendale o in perdita di dati.

Le opportunità di un processo di migrazione

Il sistema operativo rappresenta la base del funzionamento di un computer: su di esso poggiano le applicazioni e i driver di periferica. Passare ad una versione più aggiornata di un OS permettere di usufruire di benefici in termini di:

  • performance
  • sicurezza
  • stabilità
  • produttività (usabilità dell’interfaccia utente e aggiunta/miglioramenti di funzionalità)

Relativamente all’ultimo punto, potrebbe non essere sempre così. La recente storia di Windows 8 ha evidenziato come i cambiamenti alla GUI possano richiedere più tempo del previsto per essere metabolizzati dagli utenti in quanto comportano modifiche delle abitudini d’uso consolidate in anni di lavoro. Tuttavia, spesso si tratta solo di un breve tempo di adattamento (una sorta di “curva di apprendimento”) alla novità.

I fattori da considerare prima di una migrazione dell’OS

Prima di migrare al nuovo sistema operativo il dipartimento IT dovrebbe prendere in considerazione più elementi, tra i principali:

  • compatibilità del nuovo OS con l’hardware esistente – Verificare il livello di compatibilità del nuovo OS con l’hardware esistente in azienda è fondamentale. Non si tratta di verificare la sola compatibilità con i computer: andranno anche valutati- in base alle informazioni rilasciate dal produttore dell’OS – quali requisiti di sistema i PC devono rispettare (i requisiti minimi tuttavia non sempre permettono di far lavorare in modo fluente il PC) ma anche la compatibilità con le periferiche quali stampanti, unità esterne e dispositivi di vario tipo. L’obiettivo è quello di evitare di trovarsi con computer operativi e una migrazione perfettamente riuscita ma non più in grado di interfacciarsi con le periferiche utilizzate tutti i giorni, ad esempio per la mancanza di driver sviluppati per il nuovo OS. Alcuni produttori inoltre potrebbero decidere di non sviluppare tali driver relativamente a periferiche obsolete: in questo caso l’azienda si troverebbe a dover valutare anche l’eventuale sostituzione dell’hardware. Non di rado, prima dell’uscita di un nuovo OS il produttore rilascia delle utility software per verificare la compatibilità dell’hardware esistente e le cosiddette compatibility list, ad esempio Microsoft Compatibility Center

  • compatibilità del nuovo OS con le applicazioni software – Un altro livello di compatibilità da verificare è  con il software applicativo. Dare per scontato che le applicazioni software correntemente in uso saranno perfettamente funzionanti anche con il nuovo sistema operativo potrebbe essere molto rischioso. Cosa accadrebbe se al termine della migrazione al nuovo OS ci si rendesse conto che il gestionale aziendale presenta delle incompatibilità? Anche in questo caso le compatibility list possono venire in soccorso e aiutare a capire il livello di compatibilità. Qualora l’azienda faccia uso di software proprietario o di software non incluso nelle compatibility list sarà necessario effettuare prima dei test.

  • sicurezza dei sistemi e dei dati – Conoscere per quanto tempo ancora il sistema operativo in uso sarà supportato dal produttore è un altro elemento da considerare prima di una eventuale migrazione. Il supporto offerto dai produttori sui loro OS non è a tempo illimitato. Se il produttore ha annunciato la fine del supporto su un certo OS – che significa no supporto tecnico, no rilascio di aggiornamenti, no patch di sicurezza – probabilmente è arrivato il momento di migrare. Lavorare in un ambiente non più supportato è fortemente sconsigliato nell’ottica di utilizzo di sistemi sicuri e di garanzia di massima protezione dei dati.

  • costo della migrazione – Il costo di una migrazione non è esclusivamente rappresentato dal costo delle licenze software per l’OS (il costo delle licenze in alcuni casi potrebbe essere anche molto basso e trascurabile) ma include anche i costi legati alla sostituzione dell’hardware incompatibile e alle licenze da acquistare per il software applicativo non funzionante sul nuovo OS. Infine, in assenza di competenze interne, potrebbe essere necessario il ricorso ad un supporto sistemistico esterno per svolgere la migrazione.

Suggerimenti per ridurre i rischi di insuccesso e di perdita dei dati

I fattori evidenziati sono un punto di partenza per una migrazione senza intoppi, tuttavia si può fare di più. Migrare a un nuovo sistema operativo non è mai un’attività priva di rischi. Un’indagine svolta qualche anno fa da VMware sulla migrazione desktop da Windows XP a Windows 7 evidenziò che solo nell’8% dei casi il processo si era concluso senza problemi, il 49% delle aziende aveva subito downtime degli utenti e il 27% aveva perso i dati.

Meglio adottare alcuni accorgimenti

  • Ambiente di test – Un ambiente di test simula quello di produzione ma senza rischi. Se qualcosa non funziona per il verso giusto, il danno arrecato non avrà ripercussioni su dati. É dunque una buona idea realizzare un ambiente di test e verificare il processo di migrazione, l’installazione dei driver e dei software per provare che tutto funzioni correttamente. Anche gli aggiornamenti e le patch dovrebbero prima essere eseguiti in un ambiente di test e poi applicati all’ambiente di produzione.

  • Attendere del tempo – Potrebbe non essere il caso di effettuare il deployment immediato di un nuovo OS appena uscito ma di aspettare che il sistema “maturi”. Una nuova versione porta con sé “problemi di giovinezza” come driver mancanti o non ancora ottimizzati e anche qualche nuovo bug. Attendere del tempo significa dare modo ai produttori di periferiche di rendere disponibili driver compatibili e stabili, disporre di patch per la correzione dei “bachi” scoperti dopo il lancio e usufruire di release di software applicativo pienamente funzionanti. Inoltre, su Internet avranno iniziato a svilupparsi forum dedicati al nuovo OS e quindi sarà più facile cercare e ottenere supporto anche dalle comunità online.

  • Backup dei sistemi – prima di avviare fisicamente il processo di migrazione è indispensabile provvedere al backup dei computer. Il backup non dovrebbe riguardare solo i file dati ma anche l’intero sistema attraverso una procedura che permetta di salvarne un’immagine completa.

  • Utilizzare appositi strumenti di deployment – Il rischio di perdita dei dati o che qualcosa non funzioni a dovere nel processo di migrazione può essere ulteriormente mitigato utilizzando appositi strumenti di deployment. Gli amministratori IT possono utilizzare tool in grado di eseguire il backup dei dati ma anche delle impostazioni e di gestire l’intero processo di migrazione in una console centralizzata.

Ora che abbiamo visto quale approccio adottare nei confronti di una migrazione del sistema operativo, le opportunità e i rischi… alzi la mano chi non vede l’ora di installare il nuovo Windows 10 o qualunque nuova versione del suo sistema operativo preferito!

One Response to "Migrare ad un nuovo sistema operativo desktop: rischi e opportunità"

  • Come evitare costi non necessari per l’upgrade a Windows 10
    12 febbraio 2016 - 8:28 am Reply

    […] pensato ai costi da sostenere al di là delle implicazioni a livello di business e ai potenziali rischi connessi alla migrazione. Con un progetto di tali dimensioni e così dispendioso in termini di tempo come è possibile […]

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