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Hyper-Converged Storage: benedizione o maledizione?

Hyper-converged storage

Per capire gli storage e i sistemi Hyper-Converged, dobbiamo prima fare una considerazione: nei data center di molte aziende in tutto il mondo sono attivi sistemi IT differenti che convivono in maniera pacifica grazie all’impegno dei loro responsabili.

In queste aziende di piccole-medie dimensioni server e singoli computer spesso utilizzano diversi sistemi operativi, protocolli di rete e soluzioni di storage. La connessione e le comunicazioni tra questi diversi sistemi diventa di volta in volta sempre più difficile.

Per aiutare le aziende nella loro costante battaglia nella gestione di molte e diverse soluzioni, è stato sviluppato il concetto di infrastruttura convergente. Alla base di queste soluzioni vi sono i prodotti out-of-the-box che configurano tutti i server, gli storage e i network su una base comune. Secondo questo concetto, il cliente utilizza solamente l’hardware preconfigurato e i pacchetti software di un singolo produttore e di un suo partner. La maggior parte sono soluzioni preconfigurate offerte dai vendor leader, come EMC, Cisco e VMware, che controllano e gestiscono le componenti hardware e software che stanno alla base dell’intera infrastruttura IT del data center. Dato che molti clienti hanno già acquistato in passato delle soluzioni dai rispettivi produttori, molte di queste opzioni sono già presenti all’interno dell’azienda e possono quindi continuare ad operare anche nella nuova piattaforma. L’integrazione dell’infrastruttura esistente di altri vendor all’interno di una infrastuttura convergente, però, è spesso un ostacolo difficile da superare, quindi qualche volta potreste dover abbandonare l’idea di realizzare questo progetto.

Gestione dei dati virtualizzati sotto un’unica interfaccia software

I sistemi Hyper-Converged si basano principalmente su software e poggiano sulla virtualizzazione. La gestione e il controllo dell’intero reparto IT si svolgono esclusivamente utilizzando un’unica interfaccia software.

Questo software può quindi essere usato per controllare sia il server sia la rete così come gli storage connessi – i cosiddetti storage Hyper-Converged. Alcuni dei benefici dei  sistemi e storage hyper-converged:

  •  ottimizzazione della velocità della WAN (Wide Area Network);
  • compressione dei dati trasportati sulla rete;
  • deduplica dei dati, che permette di limitare la loro quantità e che può agevolare  i backup da remoto e  il loro recupero.

In particolare poichè i sistemi Hyper-Convergent non sono basati su un unico software ma costruiti sui benefici della virtualizzazione, quasi tutti i software si affidano alla tecnologia leader sul mercato di VMware. Uno dei più noti provider di Hyper-Converged Storage è Nutanix, come lo sono i suoi competitor Pivot 3 e SimpliVity che VMware offre come interfacce per la virtualizzazione. Ad oggi solo un provider utilizza il proprio modello di virtualizzazione nel suo software: Scale Computing con una soluzione open-source basata su Linux.

Un sistema hyper-converged è creato su misura per uno specifico produttore. È interessante notare, comunque, che molti vendor di hardware stanno offrendo le proprie soluzioni  insieme alle soluzioni software dei partner. Ad esempio i sistemi hardware, EMC, Cisco e VMware sono offerti da partner specializzati come soluzioni out-of-the-box con le appliance software SimpliVity.

Annunciato da tempo e molto atteso, il leader tecnologico per la virtualizzazione VMware ha lanciato lo scorso anno la sua soluzione di storage Hyper-Converged. VMware attraverso vSAN ha esteso la soluzione di virtualizzazione per server, vSphere ESXi con la capacità di organizzare e gestire gli storage. In un sistema vSAN le applicazioni o i file, che sono archiviati in una macchina virtuale, vengono memorizzate in un datastore comune. Allo stesso tempo un sistema vSAN è composto fino a un massimo di 32 host connessi, ciascuno con sette hard drive e memorie SSD, che vengono utilizzati per mettere nella cache i flussi di dati.

Cosa significa l’Hyper-Convergence per il recupero dati?

Il vantaggio principale di questo concetto – la semplice gestione dello storage in una interfaccia comune – è anche il più grande ostacolo per un recupero dati di successo. Uno dei casi più recenti di perdita di dati da uno storage Hyper-Converged ha interessato un sistema vSAN di VMware nei Paesi Bassi.

In questo specifico caso, il recupero dati di Virtual SAN effettuato da Kroll Ontrack ha riguardato un totale di tre host, ciascuno con cinque hard drive e tre SSD. Il guasto ad una singola memoria SSD ha provocato il  malfunzionamento dell’intero sistema e la perdita di quattro grosse macchine virtuali.

Solo grazie ai più recenti tool  software di Kroll Ontrack è stato possibile leggere e assegnare la struttura e le dipendenze all’interno dei datastore vSAN.

Per gli ingegneri di recupero dati  un sistema Hyper-Converged  aggiunge alle difficoltà del “normale” recupero delle strutture dati della macchina virtuale, anche il problema di un ulteriore livello “genitore” rappresentato dallo storage Hyper-Converged.

Recuperare questa struttura dati aggiuntiva, per ottenere l’accesso alla macchina virtuale e alle informazioni, richiede un’ottima e approfondita conoscenza dell’architettura interna del sistema utilizzato. Dato che il futuro vedrà ancora più produttori entrare nel mercato e ciascuno di questi nuovi prodotti avrà probabilmente modelli proprietari di strutture dati, gli specialisti di recupero dati dovranno costantemente aggiornarsi su questo ambito e scavare a fondo nelle nuove soluzioni che verranno messe a disposizione.

Per ulteriori informazioni sui sistemi e gli storage Hyper-converged potete seguire questi link:

http://searchdatacenter.techtarget.com/feature/Quick-guide-to-whats-inside-new-hyper-converged-systems

http://www.enterprisestorageforum.com/san-nas-storage/data-storage-hyperconvergence-buying-guide.html

Fonte immagine: w.r.wagner  / pixelio.de

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