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Cos’è il “FLAPE”?

Flape

Il termine FLAPE è apparso sulla scena IT per la prima volta nell’estate del 2014. All’epoca il dibattito sul fatto che l’archiviazione su nastro fosse morta o meno era ancora molto infuocato e i lobbisti a tutti i lati del tavolo (sostenitori di HDD, SSD e Flash, oltre ai produttori dei sistemi storage che stavano lavorando con una di queste tecnologie) discutevano sia sui media che su Internet. Quindi gli analisti di Wikibon presentarono una nuova ricerca che dimostrava che per un periodo superiore ai 10 anni, il miglior metodo per la conservazione dei dati è una combinazione di tecnologia Flash e nastro con le più elevate funzionalità e la larghezza di banda, pur con prezzi ancora moderati (con il solo nastro si possono avere i costi più bassi possibili.) Si affermava che, in un periodo superiore a 10 anni, le aziende possono risparmiare il 300% del loro budget IT totale.Con questi risultati a portata di mano, il ricercatore David Floyer di Wikibon ha sostenuto che i produttori di sistemi storage dovrebbero ora sviluppare nuove linee di prodotto FLAPE per i propri futuri clienti, anche se ha affermato che alcune aziende utilizzano già un certo tipo di soluzioni su nastro/flash, progettate in autonomia per rispondere alle proprie necessità.  Secondo lui IBM o Oracle sarebbero i più probabili candidati che potrebbero essere in grado di sviluppare un tale sistema FLAPE combinato.

Da questo punto di vista ci sono sei casi di utilizzo comune per il FLAPE: archiviazione, backup, conservazione a lungo termine, NAS scale-out, come un tier in schemi di storage a più tier e per il cloud.

Quasi 4 anni dopo l’argomento comincia a conquistare una certa notorietà. Con la diminuzione dei prezzi della tecnologia FLASH, l’eccessivo spazio necessario sui nastri e i dischi che sembra non possano essere ulteriormente migliorati, il metodo FLAPE sembra essere la soluzione alla domanda di storage in continua crescita nell’era dei Big Data.

Secondo Callin Sanchez, vice presidente della divisione di sviluppo dello storage enterprise, durante un’intervista all’IBM Interconnect 2017, in IBM hanno attualmente a disposizione un engineering team globale composto da scienziati, microprogrammatori e ingegneri, impegnati a capire come collegare al meglio i due mondi in un singolo sistema. Ad oggi il team è arrivato a utilizzare un software di gestione un livello sopra entrambi i mondi, per un migliore controllo. Il motivo per questo approccio consiste nel fatto che le applicazioni possono, in questo modo, collegarsi meglio con l’intero sistema di storage.

Anche se Sanchez afferma in quell’intervista che la principale area applicativa di un sistema Flape sarà probabilmente l’archiviazione, sembra che IBM voglia modificare il mondo dello storage con una soluzione meno costosa, per un utilizzo a lungo termine nell’analisi dei Big Data. Dal punto di vista di IBM, il metodo Flape ha un grande valore per le aziende che stanno analizzando grandi quantità di dati: alcuni di questi dati sono necessari solo per essere analizzati dalla soluzione (software) mentre altri, per lo più risultati, devono essere conservati per ulteriori analisi o per motivi normativi, di compliance o semplicemente interni all’azienda.

Si tratta di un approccio che va ben oltre la semplice archiviazione, che, come ha evidenziato Floyer, è ancora molto più conveniente se effettuata con il nastro. Flape (o un approccio ibrido con nastro, come viene talvolta chiamato) è un nuovo modo per gestire flussi di lavoro complessi in un’architettura di storage tiering. Inoltre, questo metodo aiuterà i fornitori di Cloud a gestire i futuri zettabyte di storage cloud.

Consiste nel gestire tecnologia Flash e nastro con un’unica soluzione software di gestione. Questo approccio è estremamente correlato all’approccio del software-defined Storage (SDS). Con questo approccio i dati sono gestiti automaticamente e i file vengono trasferiti e posizionati dal software dei sistemi di storage FLAPE. Questo layer software potrebbe basarsi per esempio sull’IBM Spectrum Scale File System oltre che sull’IBM Spectrum Protect (per la soluzione di backup su nastro Tivoli TSM). L’utilizzo, la combinazione e l’ulteriore sviluppo di queste soluzioni attualmente disponibili avrebbe un enorme vantaggio: con una soluzione del genere, per esempio, l’hardware dello storage su nastro potrebbe essere facilmente aggiunto a un tale sistema come tier di storage e i dati potrebbero essere spostati da un tier a un altro all’interno della Spectrum Scale. Tuttavia, non sono trapelate, al di fuori di IBM, informazioni sui dettagli del layer di gestione utilizzato.

IBM e i fornitori di cloud come Amazon, Microsoft, Google e altri (che hanno un disperato bisogno di abbassare i propri costi di storage) hanno anche altri motivi per concentrarsi su Flape: non si registra un grande sviluppo nella tecnologia degli hard disk, mentre sia la tecnologia Flash che il nastro stanno superando un limite tecnologico dopo l’altro. In relazione alle velocità di lettura sequenziali dei grandi file, normalmente si raggiungono valori intorno agli 80-160 MB/s con un disco rigido normale da 7200 RPM e i risultati migliori superano difficilmente i 250 MB/s. Tali valori non cambiano da diversi anni.

Al contrario, gli scienziati hanno ottenuto un altro successo nello sviluppo dell’archiviazione su nastro proprio l’anno scorso:  IBM Research ha annunciato un successo con numeri da record quando i suoi tecnici sono riusciti ad archiviare 330 TB di dati non compressi su un supporto a nastro della grandezza di un palmo. Questa sorprendente proporzione è pari a 201 gigabit per pollice quadrato, su un prototipo Sony a “nastro magnetico”. I consumatori possono già acquistare i più recenti nastri LTO7 go-to-market che contengono 15 TB di dati compressi. Il consorzio LTO (IBM, HP e Quantum) ha rilasciato una nuova roadmap LTO che si estende a LTO 12, che in futuro conterrà 480 TB di dati compressi per cartuccia.

La nuova generazione LTO7 dei nastri, tuttavia, raggiunge velocità fino a 750 MB/s e i dischi consumer basati su Flash come Samsung 850 Pro o SanDisk Extreme Pro raggiungono già velocità di 550 MB/s in lettura e 520 MB/s in scrittura, più del doppio della velocità di un HDD normale.  Inoltre, i chip FLASH sono sempre più convenienti di anno in anno. Quindi, mescolare le due tecnologie, che hanno entrambe i propri vantaggi esclusivi, crea una combinazione perfetta per il futuro per una serie di casi di utilizzo.

Ulteriori informazioni su FLAPE: https://www.lto.org/2015/09/flape-flash-and-tape-archival-pairing/

Copyright immagine: Kroll Ontrack GmbH, Germania

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