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Come convivere felicemente con il proprio sistema RAID – Parte 1

Sistema RAID

RAID, acronimo di Redundant Array of Independent Disks, è un insieme di hard disk (oggi anche di SSD) indipendenti in grado di assicurare ridondanza ai dati. I sistemi RAID trovano principalmente impiego in ambito business, dove rappresentano il sistema di storage più diffuso all’interno di ambienti server.

Con la continua riduzione dei prezzi, oggi è abbastanza frequente trovare configurazioni RAID anche in ambito domestico. Non si tratta ovviamente di sistemi in alcun modo paragonabili ai RAID di uso enterprise ma di NAS (Network Area Storage) inseriti nella rete di casa per il salvataggio di dati e la condivisione tra più dispositivi di video, foto, musica e altri contenuti di intrattenimento.

Ben diverso invece è l’impiego professionale. I RAID utilizzati nelle architetture di storage di classe enterprise svolgono compiti generalmente business-critical e la loro efficienza e operatività sono di primaria importanza. I RAID supportano il funzionamento di ambienti virtuali (es. VMware, Microsoft Hyper-V, Oracle VM, Citrix XenServer), l’uso di database (es. Microsoft SQL, Oracle, MySQL), i sistemi di posta elettronica (es. Microsoft Exchange) e tutte le esigenze applicative che hanno bisogno di performance, affidabilità e scalabilità.

In queste realtà, il blocco di un sistema RAID con perdita dei dati rappresenta un vero e proprio disastro informatico da evitare assolutamente.

Fidarsi e bene, non fidarsi è meglio!

I sistemi RAID sono più affidabili dei singoli hard disk o dei singoli SSD. Questo è vero perchè impiegando più dischi e prevedendo un sistema di ridondanza possono tollerare il malfunzionamento o guasto di uno dei drive che compongono l’array. Se necessario, la ricostruzione delle informazioni avverrà utilizzando i dati di parità calcolati e salvati durante le normali operazioni di scrittura.

Poichè fidarsi è bene ma non fidarsi a volte è meglio seguire una raccolta di commenti e suggerimenti degli esperti Kroll Ontrack per aiutarti a lavorare meglio e in tutta tranquillità con il tuo sistema RAID.

Alcuni suggerimenti per lavorare tranquilli

  1. Non è vero che i sistemi RAID non perdono i dati. I sistemi RAID limitano il rischio di perdita dei dati ma non lo annullano del tutto: non esiste, attualmente, un sistema di storage immune alla perdita dei dati.

  2. Fai attenzione, non sempre i RAID sono “Redundant”. Alcune configurazioni non prevedono tolleranza ai guasti, il livello RAID 0 (striping) è privo di ridondanza e di calcolo della parità. I dati vengono generalmente ripartiti tra due dischi e il guasto di una delle unità comporta la perdita dei dati.

  3. Il RAID funziona anche se si guasta un disco ma… (continua al punto successivo). In generale, tranne alcuni casi, un sistema RAID funziona anche se un disco smette di funzionare. É ad esempio il caso del RAID 5, una delle configurazioni più diffuse. Il guasto di un disco in un RAID 5 non deve però essere sottovalutato poichè il malfunzionamento di una seconda unità causerà una perdita dei dati.

  4. … il RAID non tollera il guasto di due dischi. Con riferimento alla configurazione RAID 5, essa non tollera il guasto di due dischi. Il fault di un’unità seguito dal fault di una seconda comporta irrimediabilmente la perdita dei dati. La tolleranza al guasto di due dischi è invece supportata dal livello RAID 6 che lavora utilizzando una doppia parità. Negli ambienti che richiedono alta tolleranza ai guasti la configurazione RAID 6 è preferibile. Se invece l’obiettivo sono le prestazioni il RAID 5 può fornire un buon compromesso tra sicurezza e performance. La scrittura dei dati su RAID 5 è più veloce in quanto il calcolo di parità è più semplice.

  5. Sostituzione del disco in fault. Molto spesso il sistema RAID è costituito da hard disk o SSD dello stesso produttore, dello stesso tipo e dello stesso lotto di produzione. Quando un drive si guasta è possibile che una seconda unità smetta di funzionare dopo non molto tempo. Per la sostituzione di un drive in fault è suggeribile utilizzare un drive uguale in modo che tutte le unità del RAID abbiano le medesime caratteristiche non solo in termini di capacità ma anche di prestazioni. Attenzione a non sostituire mai il drive in fault con un drive che in precedenza faceva parte di un sistema RAID!

  6. Rebuild sì, Rebuild no. L’operazione di Rebuild, come il termine suggerisce, ricostruisce l’array RAID in caso di problemi ad una unità. Molte unità disco offrono la funzionalità “hot plug” (inseribili a caldo) che permette di togliere e sostituire il disco malfunzionanete o guasto senza necessità di spegnere il sistema e di conseguenza di interrompere il servizio. L’operazione di rebuild impiega normalmente molto tempo ma potrebbe risolvere il problema, ricostruendo il RAID dopo aver sostituito il disco in fault con uno nuovo. Tuttavia se qualcosa nella procedura dovesse fallire ti ritroveresti con un ulteriore danno nel danno. L’esecuzione del rebuild non è dunque un’operazione priva di rischi ed è consigliabile eseguirla solo se si può fare affidamento su di un backup aggiornato e funzionante.

Nella seconda parte di questo articolo verranno proposti nuovi suggerimenti per una gestione ottimale dei RAID e su come gestire al meglio un’eventuale procedura di recupero dati. Torna a leggere il nostro blog! Non perderti i consigli degli specialisti Kroll Ontrack.

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