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28 gennaio, giornata europea della protezione dei dati personali

Privacy_DataProtectionDay

Oggi si celebra la decima giornata europea della protezione dei dati personali (il Data Protection Day 2016). Lo scopo di questa giornata è semplice: sensibilizzare organizzazioni e singoli individui alla protezione dei dati personali adottando le più opportune best practice in materia di privacy.

Questa iniziativa, che si svolge in numerosi Paesi, in Italia sarà celebrata a Roma dal Garante Privacy con la presenza di studiosi, esperti e magistrati che si confronteranno all’interno di un convegno intitolato “La società sorvegliata. I nuovi confini della libertà” sul tema privacy in relazione a big data, cybersecurity, social network e motori di ricerca. In altre parole, si parlerà soprattutto di privacy digitale online.

Ma che cosa è la privacy?

La privacy è un diritto. “Chiunque ha diritto alla protezione dei dati personali che lo riguardano.” (D.Lgs. 196/2003 – Codice in materia di protezione dei dati personali).

Per molti di noi, tuttavia, la privacy dei propri dati sono solo alcune righe presenti in fondo ad un modulo dove apporre una crocetta ed una firma. Con lo sviluppo dei social network, inoltre, si è diffusa l’abitudine di condividere molto di se stessi non solo con testi ma anche con video e immagini, andando in parte a rinunciare volontariamente (ma anche consapevolmente?) a matenere in una sfera più privata fatti e situazioni che un tempo sarebbero rimaste tra le mura domestiche o come una confidenza raccontata al migliore amico.

Il concetto di privacy subisce quindi, in qualche modo, anche un’interpretazione soggettiva che dipende dalla propensione di ciascuno di noi a considerare come riservate o meno certe informazioni che ci riguardano e da come vengono valutate le possibili conseguenze di una loro diffusione… nel mondo digitale e online infatti un’informazione “pubblicata” è molto difficile che rimanga esclusivamente nella cerchia di persone a cui era destinata!

Cosa cambia quando i dati non sono nostri ma di terzi?

Se in relazione ai dati che ci riguardano possiamo decidere di rinunciare in parte o totalmente al nostro diritto alla privacy, il tutto assume un significato diverso quando i dati che trattiamo non sono nostri ma di terzi.

Cosa ne pensa il nostro amico del fatto che abbiamo pubblicato una sua foto che lo ritrae in un certo atteggiamento o con una certa persona? Probabilmente, se anche non era d’accordo la questione si chiuderà con un rimprovero e un invito a non farlo più ma il problema in un contesto differente è molto più serio.

Sviluppare consapevolezza sulla protezione dei dati personali – obiettivo della giornata europea di oggi – significa dunque:

  • comprendere appieno la necessità di proteggere tali informazioni
  • avere ben chiaro come farlo
  • conoscere i rischi e le sanzioni (civili e penali) previste dalla normativa in materia

Oggi, in particolare, ad essere al centro dell’attenzione delle Autorità Garanti sono soprattutto le imprese, perchè sempre più dati personali dei consumatori vengono raccolti e trattati nell’esercizio delle attività commerciali. Per le organizzazioni diventa fondamentale comprendere e adottare le migliori best practice (es. cancellazione sicura) per la protezione dei dati personali memorizzati nei sistemi informatici.

L’obiettivo è quello di evitare non solo accessi indesiderati alle informazioni durante l’uso degli strumenti stessi ma anche a posteriori, ossia evitare che i dati personali diventino di pubblico dominio quando computer, smartphone, tablet e altri dispositivi giungeranno al termine del ciclo di vita e dovranno essere dismessi, riciclati o smaltiti.

É proprio in questa fase – la dismissione del vecchio hardware – che oggi si manifesta il più grande pericolo per i dati, in quanto sui questi dispositivi molto spesso è possibile ritrovare dati di qualsiasi genere, anche personali, facilmente accessibili con poco sforzo e di grande interesse e valore per chi sa come sfruttarli.

Aggiornamenti nella tutela della privacy

A livello europeo la tutela della privacy muove nuovi passi.  Lo scorso dicembre 2015 è stato infatti approvato il testo del nuovo Regolamento europeo  sulla protezione dei dati personali (General Data Protection Regulation – GDPR) che stabilisce una serie di tutele per i cittadini Europei sulla base di un pacchetto di norme comuni a tutti gli Stati membri dell’UE.

Il nuovo regolamento avrà valore per tutte le aziende che raccolgono e trattano dati personali di cittadini europei, per le organizzazioni si trattera quindi di un importante momento di revisione e adeguamento del loro attuale sistema di gestione della privacy.

Fonte immagine: Council of Europe

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