Storia dell'hard disk drive: 55 anni di progressi

Forse i più non sanno che il prossimo 13 settembre 2011 l’hard disk compirà 55 anni. Quando IBM distribuì il suo primo hard disk il 13 settembre del 1956 in pochi avrebbero immaginato l’impatto che questo dispositivo avrebbe avuto sulla vita di tutti i giorni. Il RAMAC (anche conosciuto come “Random Access Method of Accounting and Control”) aveva la dimensione di due frigoriferi e pesava una tonnellata. L’apparecchio richiedeva un compressore d’aria separato per proteggere le testine, aveva i piatti con le dimensione di una pizza ed era capace di immagazzinare la mostruosa (per il tempo) capacità di 5 megabyte. In figura un hard disk IBM da 200 MB inizio anni '80.

Oggi si può fare tutto questo con un disco tascabile! Senza considerare che il RAMAC era disponibile in affitto per $ 35.000, l’equivalente di oltre $ 250.000 di oggi. 25 anni dopo fu inventato il primo hard disk per personal computer. Il metodo di codifica MFM, portò la capacità a 40MB e ad un transfer rate di 625KBps. La versione successiva dell’interfaccia ST506 adottò il metodo di codifica RLL permettendo un ulteriore incremento delle capacità di storage e della velocità.

IBM ha fatto la storia della tecnologia il 12 agosto 1981 con il lancio del suo primo personal computer, l’IBM 5150. Al costo di $ 1.565, il 5150 offriva solo 16KB di memoria, quantità sufficiente appena per poche email. È difficile credere che verso la fine degli anni ‘80 un hard disk di 100MB era considerato più che sufficiente. Oggi sarebbe totalmente inadeguato, quasi impossibile pensare di installarci un sistema operativo, figuriamoci applicazioni complete come Microsoft Office.

Quando gli fu chiesto delle limitazioni dei primi PC, Tom Standage, l’editore del business magazine Economist, dichiarò “È difficile immaginare che cosa facessero in quei giorni le persone con i computer perché secondo gli standard moderni in realtà non si poteva fare nulla”. Grazie alle importanti innovazioni che hanno riguardato l’hard disk, l'industria è cresciuta da diverse migliaia di unità disco per anno nel 1950 fino alla stima fatta dai produttori di hard disk di una domanda pari a 180 milioni di unità a livello mondiale per il terzo trimestre 2011. Durante questo periodo, il costo dello storage su disco magnetico è diminuito da $ 2.057 dollari per megabyte nel 1960 a circa $ 0.00006 di oggi (attualmente il costo di un hard disk drive da 1TB è pari a circa $ 60).

Un futuro luminoso

Allo stato attuale, esistono in commercio hard disk da 3,5 pollici in grado di memorizzare fino a 3 Terabyte di dati. Ma i dischi sono destinati a diventare ancora più piccoli, più performanti e meno costosi. Qualche anno fa Bill Healy, un dirigente di Hitachi, ha affermato che i dischi contenenti centinaia di gigabyte saranno abbastanza piccoli da poter essere indossati come gioielleria, "Avrete con voi ogni album e brano acquistato, ogni foto che avete scattato e tutte le registrazioni contabili".

Avere cinque unità disco nel proprio nucleo familiare è sempre più comune: PC, laptop, sistemi di gioco, videoregistratori, iPod - solo per citarne alcuni. Gli esperti ritengono le famiglie arriveranno ad avere 15 dischi, alcuni dei quali potrebbero apparire in televisori, telefoni cellulari o in auto. In effetti, l'industria dovrebbe fornire molte unità disco nei prossimi anni di quanto fatto negli ultimi 50 anni. Gli analisti credono che il mercato globale del disco rigido continuerà a sperimentare un elevato numero di unità e una grande crescita di fatturato. Secondo IDC (Internationa Data Corporation) il fatturato per l'industria degli hard disk passerà dai $ 33.4 miliardi del 2010 ai $ 48.2 miliardi nel 2015.

Notizie positive, notizie negative

Man mano che nuovi dispositivi arrivano sul mercato e l’ammontare dei dati memorizzati continua a crescere, il rischio di perdere preziose informazioni è più alto che mai. La perdita dei dati rimane un imprevisto ineliminabile, stringenti politiche di backup o investimenti in data protection possono limitare il rischio ma non escluderlo del tutto. Con oltre 25 anni di esperienza, Kroll Ontrack ha visto e continua vedere i casi più impensabili di perdita dei dati. Dal cane che ha masticato la chiavetta USB, alla tazza di caffè rovesciata sul portatile fino alla cancellazione involontaria di centinaia di fotografie.

Fortunatamente però, per ogni situazione di perdita dei dati esiste una soluzione se si sceglie di rivolgersi ad un fornitore realmente professionale. Qualunque sia il supporto, il sistema operativo o il tipo di dato i tecnici Kroll Ontrack sono in grado di aiutare aziende, professionisti o semplici utenti a recuperare i dati persi con interventi disponibili in camera bianca oppure da remoto.

In particolare, le organizzazioni dovrebbero sempre selezionare e indicare a priori nei propri piani di disaster recovery un fornitore professionale di recupero dati ai quali rivolgersi in caso di necessità, da un lato per ridurre lo stress che una situazione di perdita dei dati induce, dall’altro per poter fare affidamente su un piano di recovery e restore veramente completo e pronto per l’uso.